l’I.A. non trasforma in scrittori
Ciao a tutti, avete passato bene le feste di Natale? Siete pronti a festeggiare il nuovo anno?
Io, ho ricevuto un regalo particolare: il 25 Dicembre è stato pubblicato su Amazon il mio nuovo lavoro: “Medoro, il cane che viene dallo spazio”, Medoro è un regalo particolare per due motivi, il primo è che è stato scritto con la gentile collaborazione dell’intelligenza artificiale, nello specifico mi sono avvalsa dell’aiuto di Chat GPT, il secondo è che grazie a mio nipote Michael siamo riusciti a pubblicarlo, gestendo l’autopubblicazione su Amazon, in tempi brevi; dovete sapere che io non sono tecnologica e senza l’aiuto di mio nipote non ci sarei mai riuscita!
Ebbene, tanti di voi mi hanno chiesto perché ho voluto dichiarare che mi sono avvalsa dell’aiuto dell’intelligenza artificiale, approfitto del mio blog per rispondere: ho voluto sperimentare l’I.A. e l’ho usata come nuovo strumento di scrittura, è stato più un esperimento e mi è sembrato corretto dichiararlo.
Non credo però che l’I.A. trasformi in scrittori, quindi, per me usarla anche per scrivere un racconto ed, eventualmente, pubblicarlo non è scorretto. Personalmente ho avuto difficoltà, ho ricontrollato e ricollocato la punteggiatura, ho tolto ripetizioni e non mi piace l’utilizzo della vocale “O” come inizio-capoverso. Ho sempre visto la “o” come congiunzione e/o scelta, ma è un mio punto di vista, so che si può usare a capoverso.
Per “Medoro” ho riletto ciò che è stato scritto da Chat GPT e l’ho “rimodellato” a modo mio.
Vi interessa sapere il risultato dell’esperimento?
A voi, se potete fatemi sapere…

Potete anche confrontarlo con “Vortice” scritto con l’aiuto di Barbara De Santi e Nadia Calafati durante il periodo Covid, quindi, senza l’aiuto di Chat…

Un abbraccio a tutti e buona lettura…
Leggere sviluppa creatività e fantasia, non dimenticatelo!